mercoledì 12 novembre 2008

Tabacci a Tremonti: lei è un arrogante

ROMA - "Sì, sì, parli pure al telefono... lo fa perché lei è un arrogante". A Bruno Tabacci (Udc), che interviene nell'aula di Montecitorio sulla finanziaria, l'atteggiamento del ministro Tremonti non piace e gliele canta "a viso aperto, come sono abituato a fare. Lei parla al telefono perché vuol farci capire che ha cose piu' importanti da fare che ascoltarci, che noi non contiamo...".
Tabacci dice poi la sua sulla finanziaria e sulla crisi economica: "Le possibilita' che la crisi finanziaria si trasformi in crisi reale sono elevate. Molte famiglie rischiano di non mangiare il panettone". E il suo partito, l'Unione di Centro, garantisce il vicepresidente della comissione Bilancio, "sostiene le iniziative a favore delle famiglie e delle imprese, ma - è la stoccata di Tabacci- "il Governo cambi registro e adotti metodi piu' trasparenti". Perché, sottolinea l'esponente dell Udc, "occorre ristabilire con il Parlamento un rapporto istituzionale schietto, concreto e rispettoso delle rappresentanze del Paese che siedono alla Camera e al Senato".
(Fonte: Dire, 11/11/2008)

martedì 11 novembre 2008

Pd, Paolo Giaretta apre all'Udc

Appello a Casini: «C’è un’incompatibilità politica e culturale con il Carroccio»
Paolo Giaretta guiderà il Pd del Veneto fino alle elezioni europee ed amministrative della prossima primavera. Poi sarà il congresso a cercare quel ricambio generazione che l'ex sindaco di Padova sperava di innescare da subito. Lo ha confermato ieri lo stesso segretario di fronte ai 400 delegati regionali convocati a Padova per approvare il nuovo statuto del partito, assicurando che nelle prossime elezioni amministrative i candidati a sindaco e a presidente della provincia saranno selezionati con le primarie.
Ma è l'appello all'Udc l'aspetto politico più rilevante della sua relazione. Cogliendo l'affanno di un centrodestra bloccato dall'irrigidimento della Lega in Regione, Giaretta si è augurato che il partito di Casini «comprenda come vi sia una incompatibilità politica e culturale con la Lega dei Tosi e dei Gentilini, e si renda conto che vi è uno spazio per un serio rapporto politico con il Pd». Una strategia questa che potrebbe avere sviluppi a breve scadenza proprio su Padova, e in particolare per la candidatura alla presidenza della Provincia, dove il centrosinistra ha congelato ogni scelta interna in attesa di un segnale da parte dell'Udc.
Giaretta ha scaldato la platea attaccando Pdl e Lega ed affondando il colpo contro il presidente Giancarlo Galan. «Non facciamoci fuorviare dalle feroci divisioni tra Pdl e Lega ha avvertito - Sono semplicemente espressione di un durissimo braccio di ferro per la spartizione del potere dopo il forte travaso di voti che ha dovuto subire il Pdl. Alle prossime regionali il Pdl dovrà chinare la testa ed onorare il patto nazionale sottoscritto con la Lega, perché in questa terra di federalisti la politica la fanno a Roma». A Galan ha ricordato che sono 15 anni che governa la Regione senza che sia ancora stato aperto il Passante di Mestre, senza che la Pedemontana abbia fatto nemmeno un metro, senza che la Romea Commerciale abbia fatto nemmeno un metro, senza che la grande multiutility veneta abbia mai visto la luce, senza che il polo fieristico veneto sia mai nato.
Tornando alle vicende interne al Pd, Giaretta ha ammesso che davvero, dopo l'assemblea di luglio, aveva seriamente pensato di lasciare la segreteria. «Avevo sottovalutato ha spiegato - l'impegno necessario ad organizzare, animare ed indirizzare anche con la presenza fisica dei vertici». «Ho anche pensato ha proseguito che passata la fase di primo impianto potesse essere utile avere alla guida del partito una persona che avesse un bagaglio politico più leggero del mio, perché quando si ha un'esperienza più lunga si fa con più frequenza l'errore di guardare indietro, al passato».
Il Dottor Sottile di democristiana memoria - inchiodato suo malgrado alla poltrona di segretario regionale per mancanza di alternative e per imbarazzanti alchimie procedurali che ne avrebbero reso incerta la sostituzione si è presentato ieri negli inediti panni di Paolo il Vecchio. Certo, su quel gesto qualcuno ha malignato, interpretandolo come vile ed opportunistico, «ma se c'è da combattere una buona battaglia ha tagliato corto non mi sottraggo», annunciando di aver che ha già chiesto al suo capogruppo a Palazzo Madama la dispensa per restare meno a Roma e più nel Veneto.
Un "diamoci una mossa" subito tradotto in alcune iniziative concrete, a comunicare dall'organizzazione di due conferenze regionali: la prima programmatica e la seconda dei circa 500 circoli veneti, per fare il punto sulla esperienza del radicamento territoriale del partito. Nella gestione del partito, Giaretta cercherà di accentuare la collegialità dei vari organismi, puntando sulla valorizzazione dei coordinatori provinciali e la costituzione di un a conferenza dei sindaci.
Giaretta aveva aperto la sua relazione ricordando l'elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. «Ha vinto un leader ha ricordato che porta il suo secondo nome di origine araba, in un paese choccato dalla tragica storia dell'11 settembre, in cui la destra americana ha cercato in ogni modo di suscitare paure e diffidenze». «La vittoria di Obama ha auspicato il segretario Pd ci incoraggia a ritrovare la forza e l'ispirazione che ha accompagnato la nascita del Pd».
Francesco Cassandro
(Fonte: Il Gazzettino)

FINOCCHIARO, POSITIVA ALLEANZA PD-UDC

(ASCA) - Roma, 11 nov - E' ''positiva'' l'alleanza tra il Pd e l'Udc che ha portato il centrosinistra alla vittoria nelle elezioni provinciali di Trento.
Lo ha sottolineato il presidente dei senatori del Partito democratico, Anna Finocchiaro, a margine di un convegno sul federalismo.
''A livello nazionale, anche in Senato - ha evidenziato Finocchiaro -, i rapporti tra le opposizioni sono continui, costanti e spesso coincidenti''.

lunedì 10 novembre 2008

Finocchiaro: Si è scelta la strada giusta

Roma, 10 nov. (Apcom) - Il risultato del Pd in Trentino è per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo al Senato, non solo un "risultato positivo e molto importante", ma anche la conferma che il partito ha "imboccato la strada giusta".
L'esito delle amministrative è positivo, spiega l'esponente Pd, "perchè insieme al successo dell'ampio schieramento di centrosinistra che sostiene Dellai ci permette di essere fondamentale forza di governo in una realtà particolare ma significativa come il Trentino. Importante perchè significa che la strada che abbiamo imboccato con la scelta di dare vita al Pd è quella giusta".
"Si cominciano a cogliere concretamente - sottolinea la Finocchiaro - i risultati della decisione consapevole e convinta, e confortata dalle centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato alla primarie e alla grande manifestazione del 25 ottobre, di unire i riformisti del nostro Paese". "Intorno al Pd e al suo programma si può e si potrà sempre di più costruire - conclude la presidente dei senatori - una reale alternativa al governo di centrodestra: un'altra Italia è davvero possibile".

Gentiloni: Possibile un'alternativa vincente

Roma, 10 nov. (Apcom) - Il responsabile della comunicazione del Pd Paolo Gentiloni plaude al successo del Pd in Trentino osservando che queste elezioni "ci consegnano una ampia vittoria del Pd e del centrosinistra a dimostrazione che sui programmi è possibile costruire delle alternative vincenti".
"Si tratta di un risultato importante - osserva Gentiloni - ottenuto grazie anche all'ottimo risultato dell'amico Dellai e della scelta dell'Udc. Al primo test concreto la fiducia degli italiani nel centrodestra, tanto sbandierata dal presidente del Consiglio, si è dimostrata evanescente. La sconfitta della Pdl è stata pesante, aggravata dai voti risucchiati dalla Lega che ha cannibalizzato gli alleati. Oggi è stata tracciata una via nuova che apre importanti prospettive per il futuro".

Veltroni: Il vento sta cambiando

(ASCA) - Roma, 10 nov - ''I risultati delle elezioni in Trentino sono un importante segnale di valore nazionale, e confermano come anche nel nostro Paese il clima stia cambiando''. Lo afferma in una nota il segretario del Pd, Walter Veltroni. ''Il successo ottenuto, innanzitutto, dal Presidente Lorenzo Dellai premia una positiva azione di governo ed una personalità di notevole spessore politico e amministrativo'' rileva Veltroni, ma accanto a questo ''il risultato ottenuto dal nostro schieramento - che incarna una nuova e coerente ispirazione riformista e una visione di moderno autonomismo - supera di circa venti punti quello del centro-destra - è un dato che deve far riflettere e che si inserisce in un mutato clima politico e sociale dell'Italia nei confronti del Governo Berlusconi''. ''In questo quadro il risultato del Partito Democratico è di grande valore - segnala Veltroni - il Pd è il primo partito del Trentino e l'insieme delle forze che compongono l'area riformista supera il 40%. Davvero significativo il contributo dato all'affermazione di Dellai dalla stessa Udc. Questo conferma il fatto che parte consistente dell'elettorato moderato guardi con sempre maggiore interesse ad uno schieramento di centrosinistra moderno e credibile. Questo mentre il Pdl è precipitato al 12 per cento, scavalcato anche dalla Lega''.

DELLAI VINCE, COL PD MA ANCHE CON L'UDC

(ASCA) - Trento, 10 nov - Il ''laboratorio Trento'' fa vincere, ancora una volta, Lorenzo Dellai, presidente uscente e subentrante della Provincia, che per primo avvio' l'Ulivo e la Margherita. Ha infatti raccolto il 56,9% delle preferenze, con 7 partiti (Patt, Leali al Trentino, Di Pietro, PD, Unione per il Trentino, Verdi e Ual), contro il 36,5% di Sergio Divina, parlamentare leghista, candidato del Centrodestra.Dellai, che nel recente passato non ha voluto entrare nel Pd, si e' presentato con una propria Lista, Unione per il Trentino, e in alleanza con l'Udc (esclusa all'ultimo momento dal voto per la mancanza di una firma). Il Pd e' diventato il primo partito della provincia, col 21,6% di consensi, l'Upt il secondo, con il 17.9%. E tra i partiti della maggioranza, Di Pietro ha raccolto il 2,7% e i Verdi il 2,7%.Il Carroccio, che ha molto insistito con Fi e An per candidare un proprio esponente, ha vinto la sua battaglia, si piazza infatti al terzo posto col 13,9%, lasciando al quarto il Pdl col 12,2%, ma non riesce a fare il botto con Divina.Il candidato non nasconde la delusione, perche' secondo l'ultimo sondaggio del suo partito, si era avvicinato a Dellai e poteva addirittura superarlo; proprio per questo venerdi' scorso erano intervenuti Tremonti a Bossi a chiudere la campagna elettorale. A distanza tutti gli altri delegati: Nerio Giovanazzi, ''Amministrare il Trentino'', area centrista, ha raccolto il 2,9% dei voti, sottraendone al Pdl e in parte anche all'Upt, Remo Andreolli di ''Democratici per Trento'' l'1,9, Agostino Catalano de ''la Sinistra'' l'1,1, Gianfranco Valduga del Pdci lo 0,5. 35 i seggi a disposizione: il Pd dovrebbe contarne 8, l'Upt 7, la Lega 5, il Pdl 4 (di cui uno per Sergio Divina, il Patt (alleato di Dellai) 3, la Civica Divina 1, Di Pietro un altro ed un altro pure i Verdi, l'Ual (i ladini) e Giovanazzi. La prima ipotesi per la giunta Dellai ter? Ne farebbero parte un esponente per ogni lista vincente, piu' un assessore esterno. In totale otto componenti: con il governatore riconfermato Lorenzo Dellai, un rappresentante per Pd, Upt, Patt, Verdi, Ual e Di Pietro, oltre all'esterno Marcello Carli (Udc).

domenica 9 novembre 2008

Carlà le suona a Berlusconi

La premiere dame intervistata dal 'Journal du Dimanche'
Obama abbronzato, la Bruni: ''Felice di essere francese'' La moglie del presidente Nicolas Sarkozy attacca la frase del premier italiano: ''Si farà pure dell'umorismo....Ma spesso sono molto contenta di essere diventata francese''. E sul presidente eletto americano dice: ''Vederlo vincere è una gioia immensa''

Parigi, 9 nov. - (Adnkronos/Ign) - ''Meno male che sono diventata francese''. Carla Bruni (nella foto) lo dice col sorriso sulle labbra ma la sua frase spiega bene come la premiere dame d'oltralpe abbia accolto la battuta del premier italiano Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi ha definito Barack Obama ''giovane, bello e abbronzato''. ''Veder vincere Obama è ovviamente una gioia immensa. Per me e per tutti quelli che amano l'America'', dichiara la moglie del presidente Nicolas Sarkozy in un'intervista al 'Journal du Dimanche'. Lo stesso però non si può dire delle frasi del Cavaliere. ''Quando sento Silvio Berlusconi prendere alla leggera l'avvenimento e scherzare sul fatto che Obama è 'sempre abbronzato', questo mi stranisce - confessa l'ex top model italiana - Si farà pure dell'umorismo....Ma spesso sono molto contenta di essere diventata francese!''.

venerdì 7 novembre 2008

Berlusconi, figuraccia internazionale

(ASCA) - Roma, 6 nov - ''Il Presidente Berlusconi ha fatto chiaramente una battuta di spirito rivolta sia a Medvedev che a Obama. Alcuni esponenti della sinistra hanno una visione tetra della vita”. E' quanto afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL riferendosi alle critiche cin termini gaffe sono state rivolte a Berlusconi che ha parlato di Obama con 'abbronzato'.

Obama «bello e abbronzato». La notizia sulla stampa internazionale
Come un fuocherello che prende spazio, la frase di Silvio Berlusconi su Obama, «giovane, bello e abbronzato», si propaga sui siti internazionali.
Il primo fra tutti, DrudgeReport, portavoce della destra americana: la foto del premier e la traduzione, «suntanned», primeggiano. Il sito della Cnn riporta in alto a sinistra 45 secondi della conferenza stampa di Berlusconi. Il Washington Post riporta un articolo della Associated Press, la quale ha battuto quasi subito la notizia da Mosca osservando che il premier italiano «ha una storia di osservazioni controverse». La traduzione varia fra «suntanned» e «has a good tan». Il senso resta il medesimo.
E piace anche ai giornali britannici la storia. Che vanno oltre la cronaca. Il Daily Mail apre la sua edizione online con la notizia: «Insulto a Obama, Berlusconi alle prese con bufera razzismo». Il quotidiano sottolinea poi come il premier italiano sia ormai famoso in tutto il mondo per le sue gaffes. Anche l’autorevole The Times riporta la notizia, indicando Silvio Berlusconi come il primo ministro italiano incline alle gaffes: «Berlusconi nel pieno di una bufera sul razzismo» si legge nella sezione esteri del sito. «Berlusconi, un ex cantante di crociera, che sfoggia un’abbronzatura costante, è famoso per le sue spesso inappropriate battute», scrive ancora il conservatore Daily Telegraph precisando anche la replica con tanto di «imbecille» fornita all’opposizione che ha chiesto al premier di scusarsi con Barack Obama. «Il businessman miliardario è molto conosciuto per le sue gaffes, per la sua abbronzatura permanente, per i trapianti di capelli e per la chirurgia estetica a cui ricorre», scrive ancora the Daily Telegraph ricordando le precedenti battute del premier in sede internazionale, come quando si riferì alle sue «arti da playboy» per convincere il presidente finlandese Tarja Halonen a sostenere la candidatura italiana per la sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare. The Guardian anche dedica spazio alla notizia: «Non è la prima volta - si legge sul sito - che le dichiarazioni di Berlusconi stonano con l’opinione pubblica». Il quotidiano ricorda come nel 2003, a Strasburgo, Berlusconi paragonò il politico tedesco Martin Schulz, membro del Parlamento europeo, a un kapò nazista. Lo stesso anno, scrive, durante un evento sponsorizzato dal New York Stock Exchange in America, invitò le persone ad investire in Italia perché «le donne lì sono belle».
La notizia arriva anche sui siti tedeschi. «Il capo del governo italiano Berlusconi ha elogiato Obama in modo non convenzionale», scrive sul suo sito il settimanale Focus, che riprende la notizia sulla homepage. Già in passato, ricorda Focus, Berlusconi si era fatto notare sul palcoscenico internazionale per alcune sue dichiarazioni poco convenzionali. «Berlusconi è noto per le sue uscite imbarazzanti», concorda il sito del settimanale Der Spiegel. «Adesso si è permesso una cosa particolarmente di cattivo gusto», aggiunge il sito del settimanale che si chiede «pensava che fosse una battuta divertente?».
Anche Orf, la radio-tv pubblica austriaca, dedica alle dichiarazioni di Berlusconi su Obama un pezzo sul suo sito. «Col suo elogio eccessivo» il premier ha compiuto «una nuova gaffe verbale», nota Orf.
(Fonte: Il Secolo XIX)

giovedì 6 novembre 2008

W "LE IENE" ANTI-CASTA

Le Iene e la Carlucci furiosa

Sketch del Trio Medusa vestiti da vigili urbani davanti a Montecitorio: multa ai parlamentari assenteisti. La deputata del Pdl si arrabbia: «La Camera ci tuteli da questa delegittimazione». E il Trio replica: vedrete tutto in onda. Interviene anche Fini.

«Mi chiedo come sia possibile che qualcuno abusi di una divisa di un pubblico ufficiale e aggredisca un parlamentare italiano, davanti a Montecitorio, senza subire alcuna conseguenza». A farsi questa domanda è l'onorevole Gabriella Carlucci (Pdl), la quale denuncia pubblicamente nientemeno che "Le Iene": «Non possiamo continuare a far finta di nulla. Il rischio di una delegittimazione delle istituzioni è quanto mai reale. Mi attiverò immediatamente per difendere la mia reputazione e la mia immagine con tutti gli strumenti che l'ordinamento mette a disposizione». Gabriella, erano "Le Iene", mica Sabina Guzzanti! Qualcuno avvisi la deputata del Pdl che gli sketch del Trio Medusa sono del tutto innocui, perché a quanto pare la più bella e potente delle tre sorelle Carlucci se l'è presa davvero e ha dichiarato guerra ai suoi colleghi di Mediaset. «È ora di dire basta ad un certo modo di fare televisione, becero e qualunquistico» ha continuato. I fatti: i tre simpaticoni del Trio Medusa vanno davanti al parlamento nel solito servizio di presa per il culo dei parlamentari assenteisti. Si travestono da vigili urbani, con tanto di fischietto e blocchetto delle multe, e si preparano a fare multe a quei deputati che in Aula non ci vanno quasi mai. I tre buffoni si imbattono nella Carlucci, vicepresidente della commissione per l'Infanzia, e la multano con la goliardia che li contraddistingue: 10 euro. Lei non ci sta e racconta in una nota che "oggi, dopo aver partecipato ai lavori della commissione, mentre mi trasferivo a Palazzo Montecitorio per partecipare ai lavori dell'Aula della Camera, alcuni inviati della trasmissione televisiva "Le Iene" travestiti da vigili urbani mi hanno aggredito verbalmente e fisicamente, accusandomi, ingiustamente, di non essere presente in Aula e di non svolgere seriamente la funzione di parlamentare italiana". Urca, roba gravissima.Ma non finisce qui: «Non è più accettabile - prosegue la deputata Pdl - che i rappresentanti del popolo vengano continuamente offesi e aggrediti da inviati di questa trasmissione di dubbio gusto, senza avere alcuna possibilità di difendersi. Le istituzioni che rappresentiamo degnamente devono iniziare a tutelarci adeguatamente». E ancora: «Non permetterò a nessuno di infangare la mia personale storia politica. Nessuno può accusarmi di assenteismo o di scarsa partecipazione ai lavori parlamentari. Le statistiche pubblicate dalla Camera dei deputati - prosegue - dimostrano che la sottoscritta è presente al 100 per cento delle sedute ed al 97 per cento delle votazioni. Le classifiche basate sui dati relativi alla produzione di proposte di legge e di atti parlamentari mi vedono ai primi posti tra tutti i parlamentari italiani». Gabriè, hai finito? Sembra di sì. Ma sono quelli delle Iene a replicare a questa farsa italiota del "lei non sa chi sono io" da una parte e dei paladini anti-casta dall'altra: «Il miglior modo di difendersi dalle accuse insensate di questa signora - scrivono serissimi in una nota quelli delle Trio Medusa in un comunicato - è di mandare in onda integralmente i 10 minuti di video girato, senza tagli, in modo da far capire chi delegittima veramente le istituzioni e chi ha realmente aggredito "fisicamente e verbalmente" qualcun altro. Nonostante la signora Carlucci abbia divelto il microfono della telecamera e poi abbia sottratto e in seguito rotto il microfono-gelato, fortunatamente tutto l'accaduto è stato registrato e siamo felici di poterlo far vedere martedì sera integralmente». Altri parlamentari sono stati al gioco e hanno pagato i 10 euro simbolici di multa. L'episodio ha avuto conseguenze anche alla Camera, addirittura con un intervento del presidente Gianfranco Fini che ha replicato a un onorevole: «Lei sa, onorevole Brigandì che il fatto cui si riferisce fa parte della satira e non credo che si possa censurare una trasmissione satirica. Il problema del gusto è ben altro, ma ciò ovviamente è molto opinabile. Comunque - precisa Fini - questa è l'opinione personale del Presidente». La polemica di Vittorio Sgarbi con il Trio Medusa ha fatto scuola e i tre dopo essere stati definiti "culattoni e raccomandati" hanno anche scritto un libro. Sembra che ormai il copione preveda prima l'attacco delle "Iene", poi la reazione scomposta del parlamentare, i giornali che riportano la "notizia" con grande enfasi, due o tre servizi di controreplica delle "Iene" e come sempre tutto finisce a tarallucci e vino. Scommettiamo che anche questa volta andrà a finire così? (Fonte: Libero News)

Tabacci: Governo in confusione e senza etica

Roma, 6 nov. (Adnkronos) - "E' chiaro l'imbarazzo della maggioranza sulle procedure approvate in Commissione Bilancio, che appare sempre più in ostaggio del Governo". Lo ha detto in Aula il deputato dell'Unione di Centro Bruno Tabacci. "Con quello che è avvenuto a livello internazionale un qualche correttivo a quei 'nove minuti e mezzo' lo si doveva introdurre, tenendo conto che la Manovra approvata in estate è praticamente saltata. Questo Governo -sottolinea ancora- è in confusione totale: ha una maggioranza che è blindata sul nulla e non ha nemmeno la dimensione morale ed etica per rispondere alla profondità della crisi''.

mercoledì 5 novembre 2008

USA: LETTERA VESCOVI A OBAMA, PRONTI A COLLABORARE SU TEMI VITA

(ASCA) - Roma, 5 nov - I vescovi statunitensi si congratulano con Barack Obama per la sua ''storica'' elezione a presidente degli Stati Uniti, ma gli ricordano allo stesso tempo la loro preoccupazione di ''lavorare per la difesa e il sostegno della vita e la dignita' di ogni persona umana''.In una lettera firmata dal presidente della Conferenza episcopale Usa, il card. Francis George, arcivescovo di Chicago (citta' adottiva di Obama), i vescovi statunitensi scrivono che ''il popolo del nostro Paese le ha affidato una grande responsabilita'. Come vescovi cattolici, offriamo le nostre preghiere perche' Dio le dia forza e saggezza per affrontare le sfide che verranno''.Gli Stati Uniti, per i vescovi, si trovano ad affrontare ''molte incertezze''. Senza citare espressamente la crisi economica, la lettera si limita ad auspicare che il nuovo presidente ''usera' i poteri del suo ufficio per affrontarle, con una attenzione particolare a difendere i piu' deboli tra noi e a sanare le divisioni nel nostro Paese e nel mondo''.In conclusione, i vescovi Usa citano esplicitamente le questioni della vita, che non hanno pero' influenzato le elezioni cosi' pesantemente come nelle passate tornate elettorali: ''Siamo pronti - scrivono - a lavorare con lei per la difesa e il sostegno della vita e la dignita' di ogni persona umana''.

martedì 4 novembre 2008

Assalto squadrista alla Rai

(Fonte Affaritaliani.it) Irruzione alla Rai, minacce ai giornalisti di Chi l'ha visto? Gli ultrà di destra puntano l'indice contro la trasmissione di Rai3 che ieri sera ha mostrato un filmato inedito dell'aggressione ad un gruppo di giovani in piazza Navona, mercoledì scorso. Irruzione in via Teulada. Una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna, ieri notte hanno scavalcato i cancelli della sede di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti. Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia sono giunte alla redazione di Chi l'ha visto? Per i volti di quegli aggressori del Blocco Studentesco mostrati durante la trasmissione, gli estremisti hanno promesso ai redattori pesanti ritorsioni: "Vi abbiamo identificato, a voi ed ai vostri familiari".

LE TELEFONATE- Una voce maschile, adulta, con voce apparentemente pacata, ha chiamato la redazione da un'utenza fissa: "Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case". Sono seguite altre tre telefonate dello stesso tenore. Sciarelli: "Mai chiesti nomi e cognomi". "Ma noi non abbiamo mai coinvolto il pubblico", replica Federica Sciarelli, conduttrice della trasmissione. "Non ho sollecitato i telespettatori a fornire alcuna indicazione. Mi sono solo limitata a dire 'guardate queste immagini': tutto qua".

IL FILMATO- Nel filmato, mandato in onda al rallentatore, sono ripresi gli scontri avvenuti prima dell'aggressione davanti al bar Navona: "Guardate la faccia sgomenta e preoccupata dei ragazzi, sono dei ragazzini - commenta la Sciarelli - sono veramente dei ragazzini che scappano, spaventatissimi da quello che sta succedendo".

IL BLITZ- "Azione squadrista". L'irruzione nella sede Rai di via Teulada ha mobilitato i vertici della Rai: il presidente Claudio Petruccioli ha telefonato preoccupato al ministro dell'Interno mentre Sandro Curzi, ex direttore TG3, oggi consigliere d'amministrazione della Rai, è convinto che il "blitz in via Teulada di fatto rivendica la legittimità dell'azione squadristica di piazza Navona contro la pacifica manifestazione di protesta degli studenti". (Affaritaliani, 4 novembre 2008)

lunedì 3 novembre 2008

Sport: 95milioni di euro in meno in Finanziaria

SALUTE E SPORT: US ACLI, I PREMI DEL GOVERNO? 95 MILIONI DI EURO IN MENO IN FINANZIARIA
Siglata un'intesa tra Anci e Enti di promozione sportiva

Roma, 3 novembre 2008 - «Come è possibile "incentivare lo sport a basso costo" mentre si tagliano in Finanziaria per questa voce 95 milioni di euro?». E l'obiezione dell'Unione sportiva Acli alle parole del presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini, che intervenendo questa mattina al Coni per la presentazione del Decalogo contro il diabete, ha proposto premi ed incentivi per gli enti promotori di attività sportive a basso costo, a vantaggio della salute di tutti i cittadini.
«Il Governo - denuncia il presidente dell'Us Acli Alfredo Cucciniello - ha tagliato in un colpo solo in Finanziaria 95 milioni di euro destinati proprio allo sport di cittadinanza, lo sport di base destinato alla salute, all'educazione e all'integrazione sociale soprattutto di bambini, ragazzi e anziani».
Nei giorni scorsi, intanto, gli enti di promozione sportiva hanno firmato un'intesa con l'Anci per promuovere proprio lo "lo sport per tutti", l'attività sportiva che mira allo sviluppo, alla salute e alla promozione sociale di tutti i cittadini, in particolari i soggetti più deboli e i meno abbienti. L'accordo - siglato il 23 ottobre scorso - impegna le parti ad «avviare azioni comuni» per attività finalizzate in particolare all'inclusione sociale, alla prevenzione del rischio obesità nei bambini, ad animare gli spazi urbani ed offrire attività sportive per gli anziani».

sabato 1 novembre 2008

TORNA GELLI E TIFA BERLUSCONI

Solo nell'ultima puntata di 'Venerabile Italia', talk show che andrà in onda da lunedì prossimo su Odeon Tv e che lo vede protagonista, Licio Gelli sarà, per la prima volta, presente in uno studio televisivo. Ma Gelli ha lasciato già oggi la sua villa Wanda nell'aretino per venire a Firenze, negli studi dell'emittente, per presentare il programma e rispondere come un fiume in piena alle domande dei giornalisti presenti. Suscitando reazioni preoccupate nel mondo politico: dal capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che sollecita una reazione di Berlusconi, indicato da Gelli come il suo erede, al vicepresidente Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, che respinge un "apprezzamento che si trasforma in veleno per chi lo riceve", fino al senatore Pd Vincenzo Vita che chiede l'intervento del Garante delle Comunicazioni perché "la P2 non può andare in onda". Stessa richiesta dalla Federazione della Stampa che afferma: dargli spazio è insulto a storia italiana. Per l'Udc "i cattivi maestri in tv destabilizzano il clima del Paese."Se un'autorità intervenisse con azioni di censura preventiva sarebbe un palese attentato alla democrazia"avverte il proprietario di Odeon Tv Raimondo Lagostena Bassi, che spiega:"Licio Gelli non sarà il conduttore di un programma, ma si è prestato a raccontare davanti alle telecamere di Odeon Tv le sue memorie, che diventeranno materiale per gli storici". Gelli, quasi 90 anni, completo scuro e piglio deciso, non si sottrae a domande sulla politica attuale e del passato: dalle caratteristiche principali del Piano di rinascita democratica alle stragi, dal fascismo ("sono fascista e fascista morirò") alla massoneria, dagli aneddoti ("una volta incontrai, in un hotel a Firenze, Tina Anselmi che aveva dato ordine di cercarmi in tutto il mondo e lei non mi riconobbe, ma la foto di quell'incontro è nell'archivio di Stato coperta da segreto") alle forze politiche attuali e alle manifestazioni studentesche. Di Berlusconi Gelli dice che sul Piano di rinascita democratica è "l'unico che può andare avanti, non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare". Poi attacca la magistratura, "potere forte e costituzionale", e lancia un assist a Marcello Dell'Utri, che è "una bravissima persona, onesto e non mafioso" e che tra l'altro sarà ospite della prima puntata del programma. Non nasconde poi il suo disappunto per le proteste studentesche: "le manifestazioni non ci dovrebbero essere, gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare" e approva la legge Gelmini "perché ripristina un po' di ordine". "Tornano i fantasmi del passato ed è inquietante che vada in onda l'autocelebrazione di Gelli e un nuovo tentativo di inquinare la vita pubblica", afferma Rosy Bindi (Pd) vicepresidente della Camera. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, e Marco Minniti, ministro ombra, si chiedono invece se "Berlusconi non abbia nulla da dire". Il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti ed il senatore Pd Vincenzo Vita chiedono l'intervento del Garante delle comunicazioni perché, messa fuori legge, "la P2 non può andare in onda". Dal Pdl interviene il vicepresidente dei deputati Osvaldo Napoli che precisa come "il sostegno di Gelli al Governo non è stato da nessuno richiesto. Chi gli dà credito pesca nel torbido".
(Fonte: Ansa)

venerdì 31 ottobre 2008

Eclissi di luna di miele

[Scelto per voi] di Franco Insardà

Un vero e proprio tsunami. Così è stato definito il successo elettorale di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche. Un cataclisma che ha ridisegnato la geografia parlamentare, facendo scomparire molti partiti. Sulla spinta di quel risultato il Cavaliere ha scelto i ministri, ha adottato una serie di provvedimenti, votati velocemente in Parlamento, che gli hanno dato una grande popolarità. Poi su di lui si sono abbattute pesantemente tre tegole: la scuola, l’Alitalia e l’impasse sulle misure anti-recessione. E potrebbero non essere le sole secondo il classico schema dell’effetto domino. Eppure Berlusconi in questi sei mesi di governo ha avuto e dato la netta sensazione di essere una specie di Re Mida. L’Alitalia stava per essere ceduta ad Air France e il Cavaliere, brandendo la spada dell’italianità, ha promesso una cordata italiana per ”salvare” la compagnia di bandiera. C’era da risolvere il problema dei rifiuti in Campania e lui ha riunito il Consiglio dei ministri a Napoli per adottare in tempi rapidi una soluzione. I cittadini chiedevano maggiore sicurezza e il governo ha mandato l’esercito. La sua popolarità ha raggiunto livelli inimmaginabili forse dallo stesso Berlusconi. Un 72 per certo di consensi che gli hanno fatto dire, citando con una punta d’invidia il 91 per cento dei voti del suo amico presidente del Kazakistan: «Adesso possono soltanto scendere». Qualcuno ha letto quella frase in modo diverso e ieri un sondaggio Swg confermava che nell’ultimo mese la fiducia degli italiani nel premier è in calo di cinque-sei punti, soprattutto tra gli elettori di centro. I motivi di questo appannamento sono da ricercarsi proprio nella vicenda della scuola, nella difficoltà di adottare misure contro la recessione e nel caso Alitalia, scoppiato nelle ultime 24 ore. Per la prima volta, quindi, il Cavaliere si trova costretto a fare i conti con la realtà e non soltanto con i sondaggi. Un milione di studenti in piazza, secondo le cifre degli organizzatori, per manifestare la loro contrarietà ai provvedimenti su scuola e università sono un chiaro segnale di malessere dell’intero Paese sul modo di affrontare i problemi reali e quotidiani che il governo sta mettendo in campo. La manifestazione ha lasciato un segno e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ci ha tenuto a precisare che in piazza ci sarebbero state centomila persone ha annunciato:«Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato». L’annuncio della detassazione delle tredicesime era stato visto sia dalle famiglie che dalle associazioni di commercianti come un segnale importante per tentare di uscire dalla recessione. Ma le parole del ministro Tremonti hanno gelato tutti. Berlusconi in testa. « Non ci sono soldi» ha detto il ministro dell’Economia nel vertice con gli altri ministri economici . E poi ha aggiunto che parlare di recessione è una formula ottimistica. Lo stesso premier, perdendo un po’ del suo proverbiale ottimismo, commentando la preoccupazione del presidente della Repubblica ha dichiarato: «Siamo tutti preoccupati. Stiamo lavorando, diciamo che abbiamo approvato diverse cose con cui possiamo dare un certo impulso all’economia reale e ai lavori pubblici». Sulle tredicesime, però, ha glissato: « Abbiamo tante cose su cui stiamo lavorando». I cittadini hanno in questo modo la sensazione che il governo si interessi poco alle loro cose e si adoperi soltanto per andare in aiuto delle banche. Le tegole che potrebbero abbattersi sul governo non finiscono qui. Se la Cai dovesse sfilarsi dalla partita Alitalia molti comincerebbero a pensare che la cordata voluta dal Cavaliere si sia trasformata in un nodo scorsoio che si stringe intorno al collo degli italiani. Berlusconi non ne uscirebbe davvero bene. Ha mandato all’aria la trattativa con Air France, ha di fatto consegnato ai soci di Cai l’Alitalia senza debiti e adesso dovrebbe registrare il fallimento dell’operazione. Sarebbe un danno notevole alla sua immagine e alla sua popolarità. Tra l’altro l’opposizione ha denunciato che la famosa norma ”salvamanager”, contenuta nel decreto Alitalia, sarebbe ricomparsa in un disegno in materia di gestione delle crisi aziendali. Tremonti allora minacciò di andare via, ora l’opposizione vuole chiarimenti. Ma sul tavolo c’è anche la partita del contratto degli statali che, nonostante il sì di Cisl e Uil, fa annunciare lo sciopero generale al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, incoraggiato anche dalla manifestazione di ieri. E poi tocca alle Regioni che sono sul piede di guerra. Il presidente dei Governatori, Vasco Errani ha detto: «dal governo abbiamo preso soltanto schiaffi. È ora di dare piena applicazione all’intesa siglata con il presidente del Consiglio, lo scorso 2 ottobre». Segnali di insofferenza giungono pure da esponenti della maggioranza. Infatti i capogruppo di Camera e Senato dell’Mpa, Carmelo Lo Monte e Giovanni Pistorio, hanno scritto una lettera a Berlusconi nella quale lamentano «un profondo disappunto in merito a una serie di decisioni del governo che stanno drasticamente riducendo le risorse per il Mezzogiorno». Chiedono al premier la convocazione di una riunione di maggioranza sull’utilizzo improprio dei fondi Fas e «sulla necessità che questi siano destinati al Sud come prevede la legge». Per il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa: «Il disappunto dei parlamentari dell’Mpa è solo la punta dell’iceberg di un più ampio disagio dentro la maggioranza nei confronti di un’azione di governo volta solo a garantire le pretese della Lega». Dulcis in fundo c’è la riforma per le Europee. Anche qui Berlusconi è stato costretto a fare marcia indietro. La riforma tornerà in commissione Affari Costituzionali «per cercare una convergenza così come richiesto e auspicato dal Capo dello Stato» ha annunciato il premier, dopo un incontro con Gianfranco Fini e ha aggiunto: «Se si trova un’intesa bene, altrimenti a noi va benissimo la legge attuale».


(Fonte: Liberal, 31/10/2008)

giovedì 30 ottobre 2008

Famiglia Cristiana sul decreto Gelmini

VIA AUTORITARIA E DECRETI LEGGE NON FANNO BENE ALLA SCUOLA E AL PAESE
NON CHIAMIAMO RIFORMA UN SEMPLICE TAGLIO DI SPESA

Secondo il filosofo Antiseri, «il grembiulino e il voto di condotta sono condivisibili, ma sono cose marginali, direi futili. Colpire la scuola e l'università significa colpire il cuore pulsante di una nazione».
Secondo gli esperti, nell’andamento dell’economia il capitale umano vale fino all’80 per cento della ricchezza. È ovvia, quindi, l’importanza che l’istruzione ha nello sviluppo. Eppure, in Italia c’è chi fa finta d’ignorarlo. E non ci si preoccupa se due terzi della popolazione, tra i 16 e 65 anni, presenta "insufficiente competenza alfabetica funzionale" (cioè, ha difficoltà 17 volte più della media europea a usare il linguaggio scritto per un ragionamento, anche modesto).
Studenti e professori hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che «colpiscono il cuore pulsante di una nazione», come dice il filosofo Dario Antiseri. Nel mirino c’è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: "Riforma della scuola"; più prosaicamente "contenimento della spesa", a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti
Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo. Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Per senso di responsabilità; l’ostinazione, infatti, è segno di debolezza. Né si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e "baronìe", nonché le "allegre e disinvolte gestioni".
Ma i tagli annunciati sono pesanti: all’università arriveranno 467 milioni di euro in meno. Nei prossimi cinque anni il Fondo di finanziamento si ridurrà del 10 per cento. Solo il 20 per cento dei professori che andranno in pensione verrà sostituito. Come dire: porte chiuse all’università per le nuove generazioni.
Tremonti ha dettato la linea, la volenterosa Gelmini è andata allo sbaraglio, spacciando per riforma la scure sulla scuola. Nessun Governo era giunto a tanto, anche se i vari ministri dovevano sempre chiedere in ginocchio le briciole al Tesoro. Oggi l’università italiana ha una "produttività" pessima, ha il record mondiale dei fuori corso, la metà delle matricole non arriva alla laurea. Per i dottorati di ricerca stiamo peggio della Grecia: 16 ogni mille abitanti (in Francia sono 76 e in Germania addirittura 81).
Che contributo si può dare alla formazione del capitale umano tra resistenze e tagli di bilancio? Pochi sanno che lo stipendio dei professori universitari non è regolato da contratto nazionale ma, come per magistrati e parlamentari, aumenta automaticamente ogni due anni, senza controllo. Gli stipendi si portano via l’88 per cento del Fondo dello Stato alle università. Percentuale destinata a salire con i tagli, con grave danno a didattica e ricerca. La riforma dell’istruzione la chiedono tutti. Nessuno, però, la ritiene una "priorità". Si procede solo con slogan nelle piazze e improvvisazioni politiche.
Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti. Quando una Finanziaria s’approva in nove minuti e mezzo; quando, furtivamente, si infilano emendamenti rilevanti tra le pieghe di decreti legge, il Parlamento si squalifica. Ci siamo appena distratti, che già un’altra norma "razziale" impone ai medici di denunciare alla polizia gli immigrati clandestini che bussano al pronto soccorso.

(Fonte: Famiglia Cristiana n°44 - 2008)

mercoledì 29 ottobre 2008

Pd: Iniziativa per i cristiani perseguitati

Roma, 29 ott. (Apcom) - Occorre difendere sempre "la libertà di poter testimoniare Dio anche dove è più rischioso e pericoloso. Oggi dobbiamo testimoniare a favore della libertà di esprimere la propria fede nei luoghi dove appare difficile": è questo il senso che il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, attribuisce all'iniziativa di solidarietà a favore dei cristiani perseguitati nel mondo, soprattutto in India e in Iraq, organizzata a Roma.
L'appello di Benedetto XVI di domenica all'Angelus arriva dopo una sequenza spaventosa di violenze di uccisioni e di brutalità nei confronti dei cristiani. "Noi dobbiamo testimoniare la bellezza del rispetto dell'uno verso l'altro, parole che stasera vorremmo rilanciare da qui - dice Veltroni - ovvero la libertà di poter testimoniare, oltre che le proprie idee politiche, anche di poter testimoniare Dio dove è più rischioso e pericoloso". Per il segretario del Pd, dunque, "non dovrebbe esserci luogo al mondo dove non è possibile professare la propria fede" e "indipendentemente dalle appartenenze politiche rilanciare questo messaggio di libertà di religione". Veltroni ha anche riferito di aver parlato, in udienza privata dal Papa, del progetto di creare un "luogo fisico, una sorta di United religious, nel quale tutte le religioni possano convivere e dialogare. L'idea piacque molto al pontefice".
L'iniziativa a sostegno dei cristiani perseguitati, promossa dal Partito democratico, si è svolta nella chiesa di San Gregorio al Celio. Numerosi esponenti del Pd si sono alternati nella lettura di alcune testimonianze delle vittime di persecuzioni nel mondo. Ad esordire è stata la deputata Paola Binetti, che ha letto un appello del vescovo iracheno monsignor Rabban Al Qas, vescovo di Arbil, nel quale si invitano "tutti a condannare con forza i crimini contro i cristiani che avvengono a Mosul". Il vicesegretario del Pd Dario Franceschini ha letto un brano di don Andrea Santoro, sacerdote romano ucciso in Turchia due anni fa. Il 'governatore' del Lazio Piero Marrazzo un brano di Gandhi, la vicepresidente della Camera Rosy Bindi un passaggio di monsignor Oscar Romero assassinato in Salvador mentre celebrava una messa. Ancora, Giovanna Melandri ha letto la testimonianza di suor Mena violentata da estremisti indù, Mimmo Lucà ha riportato l'ultima intervista del sacerdote morto ieri in Orissa. Sono intervenuti tra gli altri Francesco Rutelli, Beppe Fioroni, Luigi Bobba, Paolo Gentiloni, Enzo Carra, Vannino Chiti e Sergio Mattarella. La serata è stata coordinata dall'esponente del Pd, Andrea Sarubbi.

Economia e federalismo con Società Aperta


martedì 28 ottobre 2008

PER UNA SCUOLA CAPACE DI FUTURO

Il mondo dell'associazionismo lancia l'appello e si mobilita per una nuova attenzione ed una nuova responsabilità sociale per la riqualificazione della scuola italiana. "Un Forum nazionale della scuola per un confronto realmente aperto e costruttivo"Roma, 28 ottobre 2008 - "Pensiamo sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l'Italia vuole affidare alla scuola, quale sia la sua responsabilità sociale. Per rispondere a questa domanda non si può procedere legiferando per decreti, ma è necessario lanciare una grande discussione con un metodo di larga condivisione che possa individuare obiettivi di qualità, su cui le tante risorse presenti nella scuola e nel territorio si possano impegnare, per mettere in campo gli strumenti, le azioni, il percorso per non lasciare le cose come stanno e per non tornare indietro".Questa la base dell'appello "Per una scuola capace di futuro" lanciato dal mondo dell'associazionismo e attualmente sottoscritto da ACLI, ARCI, Legambiente, Anpas, Arci Ragazzi, Arci Servizio Civile, Auser, CGIL, Etzi Cisl, Forum Ambientalista, Lega Cooperative sociali, Isde, Lunaria, Mce, Movimento dei Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Tavolo Della Pace, Uisp, Unieda."E' importante - hanno dichiarato i promotori - che in questo momento l'associazionismo si metta in moto per rivendicare una nuova attenzione ai temi dell'educazione, dell'istruzione e della ricerca, nella convinzione che la crisi del sistema scolastico non possa essere risolta né guardando al passato né seguendo priorità di cassa. Vorremo, quindi, che si avviasse nel paese un confronto vero e serio sui nodi da sciogliere e sulle soluzioni possibili o auspicabili perché crediamo che rientri nella nostra responsabilità sociale provare a creare uno spazio utile in questo senso".
L'appello, ancora aperto a raccogliere nuove adesioni, sottolinea alcuni punti fondanti, per i quali la scuola deve essere autorevole e seria, ma questo non passa attraverso la legittimazione di nuovi autoritarismi; è occasione fondamentale per educare alla cittadinanza attiva, per comprendere e per vivere la partecipazione e la condivisione dei valori fondamentali, unica condizione per motivare e rendere formativa l'ubbidienza e l'ordine; deve costruire strumenti e cultura capaci di consentire a tutti, per il prosieguo della loro vita, di sapersi inserire nel mondo che cambia e non può limitarsi a trasmettere nozioni e tecniche che rapidamente diventano desuete; è il terreno principale in cui i ragazzi si incontrano con gli altri, uguali e diversi, ed imparano la difficile arte del dialogo e del rispetto tra culture e tra persone. Non può trasformarsi per nessuno nel luogo della separazione, della prepotenza e della violenza.Mobilitare la società civile verso una nuova attenzione ed una nuova responsabilità per la riqualificazione della scuola italiana, questa quindi la finalità delle associazioni che hanno proposto l'organizzazione di un "Forum nazionale per la scuola" per coinvolgere le tante energie di cittadinanza che credono nel ruolo fondamentale della scuola e hanno voglia di impegnarsi nella sua riqualificazione.

Hanno aderito:Legambiente, ACLI, ARCI, Anpas, Arci Ragazzi, Arci Servizio Civile, Auser, CGIL, Etzi Cisl, Forum Ambientalista, Lega Cooperative sociali, Isde, Lunaria, Mce, Movimento dei Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Tavolo Della Pace, Uisp, Unieda.Per aderire: presidente.nazionale@acli.it


(Ufficio stampa Acli)